Ma poi che vuol dire non essere più innamorati? Quando l'uno comprende a fondo tutte le paure e le speranze dell'altro, quando ci si compenenetra così, quando siamo d'accordo sulle cose importanti e si sente che la persona che si ha di fronte è la migliore che si conosce, ecco, in questa situazione che significa non essere più innamorati?
Forse che la stima o la comprensione reciproca possano cessare?
Forse che esista qualcosa di più della comprensione e della stima reciproca?
E allora mi viene il sospetto che tu abbia semplicemente agito come sempre: facendo le cose a metà, senza esporti, senza rischiare. Mi viene il sospetto che il tuo rifiuto per i regali, per i viaggi insieme, per le cene a casa mia, per la condivisione completa fosse mancanza di volontà. Credo che la tua paura di non si sa che cosa, forse di aprirti, ti abbia impedito di credere, credere!, nella nostra coppia. E come sempre, davanti alla difficoltà ti sei spaventato, hai pensato al peggio come ti è consueto, sei scappato.
E anche adesso, adesso che sei lontano e al sicuro da me, anche adesso ti senti minacciato, mi concedi qualche conversazione in cui devo fare attenzione alle cose che dico, come se tu fossi un cerbiatto da non spaventare. Anche adesso che non posso più toccare il tuo viso e le tue mani, adesso che niente posso, ancora ti proteggi e io devo elemosinare briciole di quello che siamo stati.
Allora sono io adesso che non ti voglio, sono io che non ti considero più all'altezza dell'opportunità che la nostra storia ti offriva, sono io quella che se ne va, delusa.
Perchè diamine, nella vita ci vuole anche un po' di coraggio, un po' di stomaco, vola alto solo chi osa farlo!
Mare dentro, mare dentro, senza peso nel fondo, dove si avvera il sogno. Due volontà fanno vero un desiderio nell'incontro. Il mio sguardo, il tuo sguardo, come un'eco che ripete senza parole: più dentro, più dentro! Fino al di là del tutto, oltre il sangue e il midollo. Ma sempre mi sveglio e vorrei essere morto, per restare sempre preso, con la mia bocca, nella fitta trama dei tuoi capelli.
venerdì 13 novembre 2015
giovedì 12 novembre 2015
Il problema è che posso distrarmi quanto voglio durante la giornata, vedere persone, fare un mare di cose e riempirmi la testa di un sacco di illusioni, ma la sera prima di andare a letto e la mattina presto la lucidità non perdona, e mi urla addosso la straziante verità: lui non mi ha voluta.
E posso sperare che un giorno, anni luce lontana da qui e da questa ragazza ferita rifiorirà una donna felice, posso sperare di amare ancora qualcuno a tal punto che mi faccia dimenticare di lui, ma questa verità non sbiadirà e continuerà a ferire come solo un rifiuto sa fare. Come un taglio che non si rimargina, perchè non è sulla pelle ma nell'anima, e continua a muovere la mano che taglia ogni volta, per dare un volto tangibile al dolore.
Perciò a che pro chiamare ancora? A che pro continuare a dirsi quanto ci vogliamo bene, quanto sia stato bello? A che pro cercare di costruire un'amicizia per elemosinare le briciole da chi non mi ha voluta?
E questo è uno dei rari momenti di assoluta lucidità, che porta con sè la paura e l'euforia, la consapevolezza di essere sola.
A questo punto, ora che tutto ha perso di senso, niente ne ha più bisogno. E allora posso fare di tutto, nel mio mondo isolato e protetto dove ci sono solo io ormai, niente deve avere un senso, basta che sia. Posso fumare, posso bere, posso tagliarmi e fare sesso a casaccio, come in un sogno in cui non ti chiedi perchè le cose siano fuori posto, ma tutto ondeggia davanti ai tuoi occhi e a te sembra normale.
Io rivoglio me stessa, rivoglio la consapevolezza di poter stare in piedi di fronte a chiunque con la testa alta e senza paura. E invece adesso esiste una persona di fronte alla quale ho paura di stare, perchè se mi trovassi di fronte a lui un'enorme dose di verità di scroscerebbe addosso ricordandomi sempre la stessa cosa: lui non mi ha voluta.
E posso sperare che un giorno, anni luce lontana da qui e da questa ragazza ferita rifiorirà una donna felice, posso sperare di amare ancora qualcuno a tal punto che mi faccia dimenticare di lui, ma questa verità non sbiadirà e continuerà a ferire come solo un rifiuto sa fare. Come un taglio che non si rimargina, perchè non è sulla pelle ma nell'anima, e continua a muovere la mano che taglia ogni volta, per dare un volto tangibile al dolore.
Perciò a che pro chiamare ancora? A che pro continuare a dirsi quanto ci vogliamo bene, quanto sia stato bello? A che pro cercare di costruire un'amicizia per elemosinare le briciole da chi non mi ha voluta?
E questo è uno dei rari momenti di assoluta lucidità, che porta con sè la paura e l'euforia, la consapevolezza di essere sola.
A questo punto, ora che tutto ha perso di senso, niente ne ha più bisogno. E allora posso fare di tutto, nel mio mondo isolato e protetto dove ci sono solo io ormai, niente deve avere un senso, basta che sia. Posso fumare, posso bere, posso tagliarmi e fare sesso a casaccio, come in un sogno in cui non ti chiedi perchè le cose siano fuori posto, ma tutto ondeggia davanti ai tuoi occhi e a te sembra normale.
Io rivoglio me stessa, rivoglio la consapevolezza di poter stare in piedi di fronte a chiunque con la testa alta e senza paura. E invece adesso esiste una persona di fronte alla quale ho paura di stare, perchè se mi trovassi di fronte a lui un'enorme dose di verità di scroscerebbe addosso ricordandomi sempre la stessa cosa: lui non mi ha voluta.
giovedì 21 agosto 2014
"Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felice: una vita tranquilla, appartata, in campagna, con la possibilità di essere utile alle persone che si lasciano aiutare e che non sono abituate a ricevere, e un lavoro che si spera possa essere di qualche utilità, e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità.
E poi, al di sopra di tutto, tu, per compagno, e dei figli forse.
Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?"
sabato 2 agosto 2014
Un anno è volato, dall'ultimo agosto. E solo oggi me ne sono resa conto. Di quante cose sono successe, di quante cose ho fatto, di quanto sono cambiata. La fame, l'università, la solitudine costante, una persona nuova che ha cambiato tutto. Ho imparato a combattere ancora di più, a rimanere delusa e a ricominciare da capo, a essere testarda, costante, inarrestabile. Ho imparato a riconoscere la mia debolezza, la mia umanità in cammino. Ho imparato cosa significa sentirsi traditi, amati come la cosa più bella del mondo, dimenticati, cacciati. Ho imparato cosa significa il lavoro, la fatica, gli sforzi che non vengono ripagati e quelli che alla fine, in fondo alla corsa, vengono premiati. Sono io, sono me. E passo dopo passo si delinea la donna che cerco in me.
E ogni passo fa più paura, e ogni passo è più eccitante. E io nel mezzo a remarenella tempesta e nel tempo bello, posso solo farmi i complimenti, concedermi una carezza e ricordarmi che in tutto questo, la persona che ha fatto queste cose, che è arrivata fin qui, beh quella persona sono io.
E ogni passo fa più paura, e ogni passo è più eccitante. E io nel mezzo a remarenella tempesta e nel tempo bello, posso solo farmi i complimenti, concedermi una carezza e ricordarmi che in tutto questo, la persona che ha fatto queste cose, che è arrivata fin qui, beh quella persona sono io.
giovedì 3 aprile 2014
sabato 1 marzo 2014
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