E più vivo e più capisco. Che la serenità appartiene al singolo, alla persona nella sua interiorità, nei suoi pensieri, nel suo modo di vivere, di credere, di accettare il mondo e accettare se stesso. E' un equilibrio, la serenità, fatto di illusioni, di delusioni, di amore per se. Aveva ragione Seneca, quando diceva "omnia mea mecum sunt", tutte le mie cose ce le ho con me. Il saggio è indipendente, non solo in senso concreto e pratico di autonomia dalle cose, ma anche in senso affettivo autonomo dagli altri.
La felicità, quella è un'altra cosa. Quella, non ne sono ancora sicura, ma temo, credo e spero, che la felicità te la danno gli altri.
Perciò a voi la scelta: una serenità sicura o una felicità in bilico?
Non so decidermi, non ci vedo chiaro. Il tempo mi darà la risposta, se una risposta univoca esiste.
Sono davvero disposta a rinunciare alla mia serenità per essere felice, sì, ma continuamente in bilico?
Sono davvero disposta a rinunciare alla felicità per essere serena?
Sono davvero disposta a rinunciare alla felicità?
Mare dentro, mare dentro, senza peso nel fondo, dove si avvera il sogno. Due volontà fanno vero un desiderio nell'incontro. Il mio sguardo, il tuo sguardo, come un'eco che ripete senza parole: più dentro, più dentro! Fino al di là del tutto, oltre il sangue e il midollo. Ma sempre mi sveglio e vorrei essere morto, per restare sempre preso, con la mia bocca, nella fitta trama dei tuoi capelli.
mercoledì 9 ottobre 2013
lunedì 16 settembre 2013
"E tutto quel che la natura avrebbe potuto offrirmi di vita mi sarebbe apparso ben misero, gli aliti del mare mi sarebbero apparsi ben brevi per l'immensa aspirazione che mi gonfiava il petto. Mi chinai su Albertine per baciarla. Se in quel momento la morte mi avesse colpito, la cosa mi sarebbe apparsa indifferente o meglio impossibile, perchè la vita non era fuori di me, ma in me; avrei sorriso di pietà se un filosofo avesse espresso l'idea che un giorno, anche lontano, sarei dovuto morire, che le forze eterne della natura mi sarebbero sopravvissute, le forze di quella natura sotto i cui piedi divini non ero che un granello di polvere; che dopo di me ci sarebbero state ancora quelle scogliere tondeggianti e piene, quel mare, quel chiaro di luna, quel cielo! Come sarebbe stato possibile, come avrebbe potuto il mondo durare più di me, dato che non ero io perduto in lui, ma era lui racchiuso in me?"
[All'ombra delle fanciulle in fiore, Proust]
[All'ombra delle fanciulle in fiore, Proust]
giovedì 5 settembre 2013
martedì 20 agosto 2013
"Capisco ora che i confini tra rumore e suono sono convenzioni. Tutti i confini sono convenzioni, in attesa di essere superati. Si può superare qualunque convenzione solo se prima si può concepire di poterlo fare. In momenti come questo sento chiaramente battere il tuo cuore come sento il mio e so che la separazione è un'illusione."
mercoledì 14 agosto 2013
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