Ci sono momenti in cui ti rendi conto che solo un miracolo o una disgrazia potrebbero salvarti. forse solo un miracolo, l'imprevedibile che non puoi stimare tra le possibilità di questa vita e i se di questo mondo. Perchè ciò che è calcolabile, tutto ciò che si può prevedere, studiare, indagare, tutto questo ti lascia solo con un gran senso di niente. Un gran senso di scherno. Sì, perchè la nostra situazione umana è tutta tragicomica, autoironica e priva di alcun senso. Tutto è relativo, tutto è in cambiamento, ma, per quanto si possa assumere prospettive differenti o sperare in un domani diverso, ci rendiamo benissimo conto che niente, e dico niente, tranne un miracolo, potrebbe cambiare questa tragica verità: non c'è niente dietro le quinte, non ci sono effetti speciali da vedere, nessun deus ex machina, niente niente niente. Forse ciò che caratterizza il saggio è proprio questo, l'accettazione per me impossibile ma inevitabile e fatale di ciò che ci si palesa davanti agli occhi. .
Sono in confusione, disillusa da tutto ciò che credevo vero, reale, valido. Dopo aver assistito per un po' allo spettacolo mi sono affacciata dietro al sipario e ho visto che le figure erano solo ombre.
E allora non mi resta che morire, drogarmi o cercare qualche altro poveraccio con cui condividere il percorso.